8 Agosto 2020 By Corrado Non attivi

Il sentiero Selvaggio Blu

Edizione 2018

PAGINA 59

A causa di una errata impaginazione, in alcune copie distribuite nel 2018 potrebbero mancare alcune righe dalla pagina 59.

Riportiamo qui il testo integrale della pagina mentre, di seguito, è possibile scaricare il pdf della pagina corretta.

Ricordiamo infine che coloro che desiderassero ricevere la sostituzione della copia potranno contattarci per avere chiarimenti sulle modalità.


Testo integrale

>>Da Portu Cuau è possibile ritirarsi verso l’interno anche se il sentiero non è breve, né facile, né privo di dislivelli. Infatti per risalire verso la località Irbidotzili occorre ripartire dallo spiazzo della cala per seguire ancora il sentiero Selvaggio Blu e, dopo appena 150 metri, individuare sulla sinistra una diramazione. Da qui, percorrendo il sentiero che passa per il Coile Eltiera, si potrà raggiungere la strada sterrata in circa 2 ore, con un dislivello di quasi 600 metri.

>> Da Portu Cuau è possibile reperire una piccola grotta che contiene una preziosa riserva d’acqua: risalendo il Bacu Maòre verso l’interno per circa 300 m si supera una quinta rocciosa sulla destra (sinistra orografica) e ci si ferma in un’area dove sono presenti alcuni lecci di grandi dimensioni. Da qui (wp 32T 05.62.183 – 44.37.612, omini di pietre) si individua sulla destra un ampio anfiteatro roccioso, lo si risale seguendo tracce di sentiero tra le pietraie, fino ad attaccare una placca rocciosa inclinata; prima che questa termini si traversa sulla sinistra per svalicare una piccola cresta e, sempre in salita, si raggiunge la prima grotta (wp 32T 05.62.090 – 44.37.730 circa 20’ dal greto) il cui ingresso è dominato da un grosso albero di carrube. La cavità è in parte rivestita con i fasciami della Motonave Levante, naufragata nella cala nel 1963. Per raggiungere la seconda grotta, quella con l’acqua, si procede per poche decine di metri traversando su una seconda placca rocciosa ed una stretta cengia rinforzata con qualche tronco di ginepro. Dentro la grotta (ricordarsi di portare una luce!) si procede per una quindicina di metri, dapprima a carponi e poi in piedi, fino a trovare alcune brocche concrezionate che raccolgono l’acqua di stillicidio.


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